ORLAN: Le Récit


ORLAN: LA RÉCIT
Musée d’Art Moderne di Saint-Etienne Métropole
a cura di Lorand Hegyi, Eugenio Viola

26 maggio-26 agosto - Vernissage 25 maggio

Il Musée d’Art Moderne di Saint-Etienne Métropole consacra a ORLAN la più grande retrospettiva mai realizzata sulla sua opera: Le Récit.

Le Récit ovvero il racconto, nasce come un progetto itinerante dedicato alla vita e l’opera di ORLAN, un omaggio del museo della sua città natale per i sessanta anni dell’artista.

Dalla metà degli anni sessanta ORLAN ha attraversato da protagonista la maggior parte dei movimenti artistici. La sua opera si pone oltre molti “post” e “ismi” ma la cui sigla stilistica inconfondibile è da sempre quella che appartiene a un’artista complessa, irriverente, ironica, blasfema, iconoclasta, in cui la provocazione della carne, il rovescio del corpo, arte e vita, gioco identitario, oscillazione continua tra reale e virtuale assurgono al rango di poetica.

Le Récit ripercorre tutta la carriera di ORLAN dalle origini fino alla ultimissima produzione, mettendone in luce la capacità di mettersi continuamente in discussione, una ricerca instancabile che caratterizza tutto il suo percorso artistico-esistenziale. Un lavoro di oggettivazione del corpo che dalle prime opere plastiche e performances dell’inizio degli anni sessanta arriva fino ai nuovi progetti che cortocircuitano fascinazione estetica e biotecnologia. Le Récit diviene in ultima analisi l’occasione per gettare un ponte fra il passato dell’opera di ORLAN e il futuro della sua ricerca artistica, restituendone tutta l’intrinseca coerenza, che fa dell’artista un unicum nel panorama artistico contemporaneo.

Dalle prime preziose opere plastiche dell’inizio degli anni sessanta nelle quali l’artista inizia ad esplorare il concetto di “corpo-scultura” fino ai lavori legati al movimento femminista, passando per la re-interpretazione dell’iconografia giudaico-cristiana dove ORLAN mette in atto, partendo da uno studio approfondito della Santa Teresa berniniana, una declinazione “agiografica” dell’Art Corporel che caratterizza il suo percorso artistico ed esistenziale.

Le Récit ritorna anche sulle operazioni-chirurgiche, concepite come una risposta originale e provocatoria alla crisi della performance. Agli inizi degli anni novanta ORLAN trasforma la sala operatoria nel proprio atelier d’artista, atto alla produzione di opere d’arte. L’utilizzo della chirurgia plastica come medium artistico, soggetto\oggetto della performance segna il passaggio dalle tematiche corporali tradizionalmente intese all’Art Charnel, inaugurando il paradigma “mutazionista” della Body Art, caratterizzato da un ritorno progressivo alle tematiche corporali in un’accezione inedita, strettamente legata alle nuove tecnologie e alle bio-tecnologie.

Nella serie delle Self-Hybridations (precolombiane, africane e le ultime dedicate agli indiani d’America), ORLAN continua il suo viaggio virtuale attraverso un’infinità di identità fisiche possibili. Riscoprendo differenti canoni estetici propri a epoche e territori a noi lontani, l’artista dà vita a figure totemiche “vive”, quasi tangibili nella loro virtualità, affascinanti nel loro aspetto talvolta inquietante, seducenti per l’alterità artificiosa.

In occasione dell'opening ORLAN presenterà una collezione di abiti realizzata in collaborazione con Andrea Crews: Hybrider et Recycler, ottenuta recuperando i vestiti dal guardaroba dell'artista, raccolti negli ultimi quaranta anni, smontati e rivisitati per creare una nuova linea d'abbigliamento ibrida. Per presentare questa collezione e il lancio del profumo ORLAN, Le Baiser de l'Artiste, ispirato alla famosa azione del 1977, ORLAN ha organizzato una performance, dove sarà anche presentata un'edizione limitata di un'etichetta di vino: L'Elan D’ ORLAN.

Le Récit è anche un catalogo edito da Charta, a cura di Eugenio Viola e ORLAN, che accompagnerà la mostra riattivando tutta la storia dell’artista attraverso la ricezione del suo impatto mediatico e della sua opera. I momenti importanti della sua carriera sono qui ricordati oltre che attraverso le immagini del suo lavoro, presentando le copertine che libri, cataloghi e riviste hanno dedicato nel corso degli ultimi quaranta anni a ORLAN. Una serie di testi inediti (Lorand Hegyi, Eugenio Viola, Joerg Bader, Marcela Iacub, Donald Kuspit, Peggy Phelan) accompagna la pubblicazione, analizzando i legami tra l’opera di ORLAN e i diversi ambiti della società contemporanea (politici, sociologici, culturali, psicoanalitici e mediatici).

ORLAN in qualche fatto…

Nata il 30 maggio 1947 a Saint-Etienne (Francia), ORLAN vive e lavora tra Los Angeles – dove ha un residence al Getty Research Institute –, New York e Parigi.

Dal 1964, ORLAN inizia a utilizzare fotografia, video, installazione, performance, scultura. Nel 1977, la sua performance Le baiser de l’artiste alla FIAC di Parifi fa scandalo. Nel 1978, fonda il “Simposio Internazionale della performance di Lione”. ORLAN lancia, nel 1982, Art-Accès Revue, la prima rivista di creazione contemporanea sul “Minitel” antenato francese di internet. Dal 1990 al 1993, mette in scena 9 performances chirurgiche, in Europa e negli Stati Uniti, filmate e ritrasmesse via satellite in più istituzioni nel mondo, contemporaneamente. Nel 2003 Jean-Jacques Aillagon le conferisce la medaglia di Chevalier de l’Ordre des Arts et des Lettres. Nel 2005, ottiene la residenza dell’AFAA all’ISCP di New York.

ORLAN ha ottenuto numerosi premi tra cui il Prix Arcimboldo per la fotografia digitale, il primo premio della GriffelKunst di Amburgo e quello del Festival della Fotografia di Mosca.

ORLAN ha partecipato a numerose mostre negli Stati-Uniti (MOCA e LACMA a Los Angeles, PS1 a New York, Milred Kemper Art Museum a St Louis), in Italia (Palazzo Strozzi a Firenze, Palazzo delle Esposizioni a Roma), in Francia (Centre G. Pompidou, Centre National de la Photographie, Palais de Tokyo, Maison européenne de la Photographie), in Germania (Kunst Museum di Ahlen), in Austria (Kunsthalle e MAK a Vienna), in Lussemburgo (Casino de Luxembourg), in Svizzera (Musée de l’Elysée a Losanna), in Spagna (Fondation Miro a Barcellona, Museo d’arte Contemporanea di Vittoria, Centro della Fotografia dell’Università di Salamanca), in Russia (Maison de la Photographie a Mosca), in Asia (Museo d’Arte Contemporanea a Seoul, Corea del Sud, Istituto franco-giapponese a Yokohama, Giappone).

ORLAN ha partecipato a diverse Biennali d’Arte Contemporanea : Parigi, Venezia, Istanbul, Lione, Sydney.

ORLAN è rappresentata a Parigi dalla galleria Michel Rein, a Milano dalla galleria B&D, a New York dalla Stephan Stux Gallery, a Los Angeles dalla ACE Gallery e a Seul dalla galleria Séjul.

Sue opere sono presenti in numerose collezioni pubbliche e private in Europa, negli Stati Uniti e in Asia.

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